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L’Abbazia benedettina di Laurana

 

          Presso il lago dalmata di Laurana(Vrana) c’è stata  l’Abbazia benedettina dedicata a San Gregorio Magno.

        Secondo un documento[1] del 1076 il re Demetrio Zvonimiro, in occasione della propria incoronazione, donò al papa Gregorio VII e alla Chiesa Romana il Monastero di San Gregorio (Sancti Gregorii monasterium in Vrana est vocabulum) con tutto il posseduto e il tesoro nel quale erano compresi: due croci, il calice con la patena, due corone d’oro ornate di pietre preziose, un cofanetto in argento con le reliquie di S. Gregorio Magno, un vangelo prezioso scritto in lettere d’argento su pergamena color crema. Tutto consegnato nelle mani di Gebizone abate benedettino di S. Alessio in Roma, poi vescovo di Cesena, legato inviato appositamente dal papa.

        Il Monastero di S. Gregorio Magno fruiva della libertà regale ed era ben provvisto anche perché estendeva la sua autorità su alcuni villaggi.

L’ordine scritto da Demetrio Zvonimiro prevedeva che questo monastero fungesse da alloggio per i legati papali (ut Sancti Petri legatis sempre ad hospicium).

        Dalla riforma cluniacense, infatti, il papa inviava legati nelle terre cattoliche per controllare la vita religiosa del clero e del popolo, prendendo eventualmente misure contro simonia, investiture laiche e altre irregolarità.

        Poco si sa di questa abbazia benedettina consacrata ad uno dei più grandi propugnatori della Regola. Secondo alcuni storici l’Abbazia preesisteva a Zvonimiro, secondo altri la fece costruire lui. Non ci sono documenti precisi su questo punto.   Per la fine non c’è nulla di certo. Il popolino racconta che morirono tutti in una terribile pestilenza, salvo il più giovane rifugiatosi poi nel Monastero dei Ss. Cosma e Damiano dell’isola di Pasman. Tutto da verificare.

        Non c’è alcun dubbio sul fatto che sia stato benedettino in quanto all’epoca della donazione il vescovo zaratino Andrea, in un suo scritto pervenutoci, dichiara che tutti i monasteri della sua giurisdizione sono sottomessi solo a Dio e alla regola di San Benedetto.

        C’è una dichiarazione del 1169 di papa Alessandro III che afferma, intervenendo nella contesa tra i Templari e il Vescovo di Scardona, di aver dato quel Monastero ai Templari la stessa Chiesa Romana.  Il dono del re era stato condizionato all’uso da parte dei legati del papa, ma il regno croato era ormai sparito e con lui i legati presso la Corte.

        Questo Monastero fu il primo della zona a esser dato ai Templari, ordine istituito nel 1118. Quest’Ordine cavalleresco fortificò il Monastero rinforzando i vecchi baluardi e ampliò considerevolmente le proprie proprietà in Dalmazia e anche nell’interno dei Balcani.

Quando nel 1312 l’Ordine dei templari fu soppresso, il Monastero passò nelle mani dei Giovanniti, attuale Ordine dei cavalieri di Malta.

        In questo periodo, il priore di tale Monastero era la personalità più influente della zona in campo anche non religioso, come si desume dalla storia degli Angioini e del loro rapporto con Jean Palisne che i croati chiamano Ivan Palina.

        Nel secolo XVI il Castello di Laurana era chiamato ABBAZIA (Abbatia Auranae per la precisione).

        IL priorato di Laurana (Vrana) passò dagli Ordini Cavallereschi a mani laiche in quel secolo ma per poco tempo perché nel 1538 fu preso dai Turchi che lo tennero fino al 1646. 

        Quando i Veneziani, dopo la riconquista, videro le rovine non poterono farvi ritornare dei religiosi e affidarono il territorio ai conti Borelli che hanno venduto tutto allo Stato.

        Fino al 1918 nel Capitolo di Zagabria erano presenti grandi dignitari con il titolo onorifico di priore di Vrana, esattamente come a Napoli sussisteva l’Imperatore di Gerusalemme, cioè un titolo virtuale.

        Non si può dire con esattezza quali siano le rovine del Monastero principale perché alcuni ritengono che tale fosse il Castello che si trova a nord dello Han (il caravanserraglio turco) altri pensano che si tratti delle imponenti rovine situate presso Pakostane e 4 km dal lago.

 

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[1] »... Dono insuper, concedo atque confirmo apostolice sedi sancti Gregorii monasterium, cui Urana est uocabulum, cum omni suo thesauro, scilicet capsa argentea reliquias sacri corporis eiusdem beati Gregorii continente, cum duabus crucibus, cum calice et patena, cum duabus coronis aureis, gemmis ornatis, cum euangeliorum textu de argento, cumque omnibus suis mobilibus et immobilibus bonis, ut sancti P. legatis semper sit ad hospitium in potestate eorum, hoc tamen interposito tenore, ut nulli alii potestati detur, sed omni tempore sancti P. sit proprium, et a me meisque successoribus defensum atque ab omni homine liberum et securum...«