I  Siti Benedettini in Dalmazia stemmadalmasia

 

 

Home

 

I siti benedettini in Dalmazia

 

 

dalmazia

 

 

Bocche di Cattaro

Repubblica di Ragusa

Spalato ed isole Curzolari

 

Sebenico e il suo territorio

 

Zara e il suo circondario

 

Isole del Carnaro

 

Gallerie di immagini

 

 

 

Bibliografia

 

 

Per la storia dei siti benedettini nel Medio Evo,  si può partire dal periodo dopo il mille quando essi si diffusero a macchia d'olio in tutta la Dalmazia (e in tutta l'Europa Occidentale),mentre per il periodo precedente non sono reperibili  testimonianze relative alla Dalmazia. Accanto alla finalità religiosa, le nuove abbazia si occuparono della conservazione della cultura latina  negli scriptoria con la trascrizione e la conservazione dei testi antichi nei recessi delle biblioteche e la diffusione del cristianesimo cattolico legato al papa di Roma ( in contrasto con l'ortodossia greca o scismatica e con gli eretici, per esempio bogomili).

I monasteri si assunsero anche il compito di offrire un posto di sosta sicuro ai pellegrini , specialmente a quelli diretti a Gerusalemme. In un secondo tempo questa necessità divenne l'obiettivo primario.

I monaci producevano cibo, procuravano acqua dolce, allestivano ospizi e tutto quanto necessario allo scopo di rifornire i pellegrini e indirizzare verso la Terrasanta i crociati di tutte le nazionalità che non passavano per la penisola italica imbarcandosi a Brindisi seguendo la via Francigena ( da Roma in giù l'Appia) ma da Venezia si imbarcavano nei fragili legni dell'epoca e veleggiavano costeggiando prima l'Istria e poi la Dalmazia . Giunti a Durazzo potevano proseguire via terra lungo la via Egnazia che portava a Costantinopoli oppure lungo le coste della Grecia e delle isole del Mediterraneo, che poi furono quasi tutte in mano veneta  per  consentire commerci e scambi culturali con l'Oriente e per i pellegrinaggi , sempre verso la Terrasanta.

La terra dalmata all'epoca era sotto il blando dominio bizantino e aveva passato un periodo di lotte all'epoca di Carlo Magno durante il quale le zone interne avevano cominciato a popolarsi di elementi slavi che si erano mescolati con i residui degli insediamenti romani e delle popolazioni autoctone di origine illirica .

Le città principali della costa rimanevano in mano latina con amministrazioni ispirate alla legislazione del periodo  romano e poi, senza passare per un periodo feudale, con amministrazioni comunali indipendenti con un proprio Statuto , prima ancora che questa tipologia si diffondesse nella penisola italica.

Ci fu un  Regno di Dalmazia e Croazia  dal 1076, quando  fu incoronato re il bano Zvonimiro . Prima di essere incoronato dal legato papale Gebizone, prestò giuramento di vassallaggio al papa. Durò dodici anni e sei mesi. Un'assemblea di popolo, convocata nell'aprile del 1089 per deliberare su una richiesta di truppe da parte del papa Urbano II, insorse  trucidandolo in piena assemblea.

            I Croati misero  quindi a capo dello Stato il duca Stefano, tratto da un monastero ove era stato rinchiuso, il cui potere  non durò più d'un anno.Comparve allora un nuovo Signore, Ladislao I, re d'Ungheria, fratello della regina Elena, moglie di Zvonimiro.Da questo momento la Croazia rimase, sino al 1791, "regnum associatum" dell'Ungheria e quindi dipendenza ungherese.

            I capi croati non ebbero mai giurisdizione sulle città della costa dalmata ma fecero donazioni alle abbazie per ingraziarsi il favore divino per cui oggi si trovano molte carte in cui si racconta della cessione dei terreni, delle dipendenze e altro ai monaci.

 

 

Questo sito INTERNET à dedicato allo studio e al reperimento di informazioni sugli insediamenti benedettini in Dalmazia nel Medio Evo. Il lavoro è aperto al contributo di tutti gli interessati

 

stemmadalmasia  Contatti