L’Archivio d’anteguerra è andato perduto con i bombardamenti subiti da Zara nel 1943-1944. È stato ricostituito nel dopoguerra e consta dei seguenti fondi.

 

Fondo istituzionale

1951-2018. 176 unità archivistiche.

Prima dell’intervento di ordinamento era conservato in 30 faldoni ed era difficilmente fruibile in quanto mancante di mezzi di corredo adeguati, poiché non era stato mai compilato un elenco di consistenza né un inventario seppure sommario. Nel 2019, grazie ad una sovvenzione della Giunta Centrale per gli Studi Storici è stato effettuato il lavoro di schedatura, ordinamento e inventariazione del fondo che ha portato ad una prima riorganizzazione.

Il fondo è stato schedato su base Isad, attraverso il software Opera della società Nexus di Firenze, ed è stato suddiviso in cinque serie:

Serie 1.

Attività istituzionale

Sottoserie 1. Corrispondenza

Serie 2.

Attività scientifica

Sottoserie 1. Centenario della morte di Niccolò Tommaseo

Sottoserie 2. Materiale per «Rivista Dalmatica»

Sottoserie 3. Didi Salghetti-Drioli

 Serie 3.

Amministrazione

 Serie 4.

Relazioni con il Ministero per i beni culturali e altri Istituti

 Serie 5.

Vexata Quaestio

 

 

 

 

Il materiale è costituito in gran parte da corrispondenza con storici, intellettuali e istituzioni – fra cui Aldo Ferrabino, Antonio Krekich, Vincenzo Fasolo, Nicolò Luxardo, Manlio Cace, Aldo Duro, Raffaele Ciampini, Arturo Cronia, Angelo Tamborra, Fondazione Cini, Istituto dell’Enciclopedia italiana, Associazione nazionale dalmata, Ministero per i beni culturali, CNR, Deputazioni e Società di storia patria, Giunta centrale per gli studi storici.

Nel 2020 inizia la digitalizzazione del materiale.
La schedatura del fondo è consultabile qui

 

 

Fondo Associazione Nazionale Dalmata

1960-1990 c. Condizionato in tre faldoni. Elenco di consistenza.

Lacerti del fondo istituzionale dell’Associazione.

Donato dal produttore.

Fondo Borelli di Vrana

1770-1950 c. Condizionato in sette cartelle. Non ancora inventariato.

Contiene carte (diplomi, carteggi, documenti amministrativi) dell’antica e nobile famiglia dalmata dei Borelli di Vrana.

Acquisto della Società.

Fondo Tommaseo-Artale

1859-1894 ca. Circa 400 lettere. Non ancora inventariato.

Conserva i carteggi fra la famiglia Artale e la famiglia Tommaseo. Niccolò Tommaseo, infatti, aveva sposato Diamante Pavello, vedova Artale, madre di tre figli avuti dal precedente matrimonio. Nel carteggio sono presenti anche numerose lettere autografe del letterato.

Acquisto della Società.

Fondo Gica Bobich

1946-1986. Condizionato in 10 faldoni. Non ancora inventariato.

Conserva la documentazione di Gica Bobich, personalità legata alla Zara italiana (prima donna laureata in città), esule dopo la guerra negli Stati Uniti e segretaria scientifica della Società negli anni Settanta e Ottanta.

Donato dalla produttrice.

Fondo Bruno Crevato-Selvaggi

1999-. Circa 500 fascicoli. Elenco di consistenza.

Conserva la documentazione di Bruno Crevato-Selvaggi, socio e consigliere della Società dalmata, relativa a Istria, Fiume, Dalmazia e alla Società stessa.

Donato dal produttore.

Fondo Lidio Cristo

Estremi cronologici: 1936-1988
Livello di descrizione: descrizione a livello unità di conservazione
Consistenza: fondo condizionato in 7 faldoni

Nota biografica:
Lidio Cristo nacque da madre zaratina e morì a Roma nell’agosto 1982. Aveva sposato la zaratina Nella Gazzari. Collezionista scrupoloso e tenace di tutta la stampa (giornali, libri, documenti) di argomento dalmata. Tuttavia nelle poche carte recuperate non ve ne è traccia.

Modalità di acquisizione:
documentazione recuperata successivamente alla morte di Lidio Cristo da Marco Brecevich. Donata dallo stesso Brecevich alla Società Dalmata di Storia Patria nell’estate 2017.

Contenuto:
Carte personali, giornali, riguardanti la sua carriera scolastica, la Dalmazia e vicende del villaggio giuliano-dalmata di Roma.

Mezzi di corredo: elenco
ELENCO:

Busta n. 1
Quaderni e libri di scuola; pagelle scolastiche

Busta n. 2
Agendine 1936-1986: alcune nuove altre con appunti di vario genere, alcune rubriche tascabili di indirizzi.

Busta n. 3
Corrispondenza personale

Busta n.4
“Centro anziani” [Eur] carte 1968-81 relative alla gestione degli immobili già dell’Opera Profughi in Roma; costituzione di un Centro Anziani /Centro Difesa Anziani nei locali di Via Laurentina 631 in Roma.

Busta n. 5
Giornali

Busta n. 6
Lettere circolari dell’Unione degli Istriani 1966-71; carte politiche della Democrazia Cristiana

Busta n. 7
Numeri di Difesa Adriatica 

 

Fondo Marina Cattaruzza

Non ancora inventariato.

Conserva le carte della professoressa Marina Cattaruzza, nota per i suoi studi sulla Venezia Giulia e la Shoah. In particolare la corrispondenza dagli anni Settanta a oggi, certificati universitari, bozze di lavori, estratti, pubblicazioni, fotocopie di altri scritti, materiale audiovisivo.

Donato dalla produttrice.

Fondo Giovanni Martini

1930-1941 c. Non ancora inventariato.

Conserva le carte e una collezione fotografica dell’ufficiale della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale Giovanni Martini relative all’Istria e alla Dalmazia.

Donato da Adriana Martini, nipote del produttore.

I fondi sono in corso di sistemazione e non sono attualmente accessibili al pubblico.

Fondo mons. Giovanni Lovrovich

Estremi cronologici: 1943-1997
Consistenza: il fondo è condizionato in 2 buste

Nota biografica:
nato a Sebenico, in Dalmazia, da Nicolò Lovrovich, funzionario governativo di origine italiana e Petronilla Borchich, nata nella vicina Lissa. Da Sebenico si spostò con la famiglia nel 1923 a Zara dove crebbe. Entrato in seminario nel 1926, fu consacrato sacerdote nel 1938 a Zara dall’arcivescovo Munzani. Fu esule dalla città dalmata il 27 luglio 1948 per Trieste per poi passare alla diocesi di Albano Laziale, vicino a Roma, nella quale nel 1949 divenne padre spirituale del seminario. Nel 1951 fu chiamato a Marino, vicino a Roma, dove divenne parroco e abate della chiesa di Santa Barbara. Quando la sua salute divenne precaria lasciò la guida della parrocchia (dicembre1989) ritirandosi nella Casa dei Sacerdoti nel seminario di Albano Laziale, dove morì nel 1998. È sepolto nel cimitero di Marino. Lovrovich fu testimone oculare dei bombardamenti di Zara e in prima linea nel soccorso materiale e spirituale alla gente di Zara. Chiamato alla Società Dalmata di Storia Patria nel 1966, nel 1974 pubblicò il libro Zara dai bombardamenti all'esilio 1943-1944, testo di grande importanza nella ricostruzione delle vicende di quel tragico periodo, tradotto poi in lingua croata nel 2008. Un altro suo volume sarà dedicato nel 1978 all’arcivescovo di Zara mons. Munzani: Pietro Doimo Munzani arcivescovo di Zara. Per alcuni anni si era assunto anche la redazione di un bollettino riservato ai sacerdoti della Diocesi di Zara esuli: In fide et caritate.

Oltre all’impegno come memore della tragedia degli Italiani e dei Dalmati durante e dopo la seconda guerra mondiale, Lovrovich si dedicò anche ad alcuni scritti sulla cittadina di Marino che l’aveva adottato.

Storia archivistica:
Carte donate da mons. Lovrovich alla tipografia Santa Lucia di Marino per la pubblicazione del libro sui bombardamenti a Zara. Alla chiusura della tipografia nel 2021 il responsabile della stessa, Gianni Cardinali, le donava alla Società Dalmata perché le carte fossero conservate.

Contenuto:
Carte sui dalmati morti a Zara durante i bombardamenti e successivamente in esilio. Fotografie di Zara bombardata.

Mezzi di corredo: elenco 

ELENCO:

busta n. 1
“ZARA”
- prefazione dattiloscritta alla seconda edizione del volume sui bombardamenti (31 luglio 1986).
- Copia dell’elenco dei deceduti per bombardamento aereo di Zara il 2.XI.1943, portato a Trieste e depositato nella curia vescovile dal canonico Mario Novak.
- Elenco dattiloscritto “dai registri dei morti nel cimitero urbano di Zara dal 6 novembre 1943 al 7.1.1944.”
- Elenchi, dattiloscritti, di dalmati defunti fra il 1961 e il 1985.
- Estratto biografico dal volume il Seminario di Albano, 1997.

Busta n. 2
“FOTO ZARA”
21 Fotografie di Zara bombardata: 8 (cm 17,5 x 12,5); 8 (13,5 x 8,5); 5 (7,7 x 6,2).

Talune hanno la descrizione sul verso. 

 

Donazioni di documenti, carte, mappe, fotografie d’interesse dalmatico per l’Archivio sono sempre ben accette e verranno convenientemente catalogate e valorizzate.